.
Annunci online

 
ilpignolo 
detti e contraddetti, sinistri e sinistrati
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  la zanzara
daw
miocuggino
le storie della Storia
dagospia
cassandra
  cerca


 

Diario | detti e contraddetti |
 
Diario
45396visite.

29 settembre 2007

Ciao Zanzibar

 

 dedicato a Luisa  

ciao zanzibar... ti piacque la definizione del tuo blog come un allegro bar popolato da personaggi variopinti, accolti da te dietro al bancone con una pinta di birra in mano: il "zanzibar". ora la saracinesca del bar è chiusa. speriamo che al suo posto non ci facciano un supermercato o un multisala...o magari un garage. io continuerò a passarci davanti al zanzibar. facciamolo tutti ogni tanto, teniamo sempre in movimento il suo contatore. sarà come portarle un fiore.
ciao




permalink | inviato da ilpignolo il 29/9/2007 alle 0:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 settembre 2006


Al Tg1 non piacciono i girotondi e ce lo dice in versi

Bene, bene. Il nuovo corso del Tg1 comincia a prendere forma. Lentamente, ma molto chiaramente. Lampante l’esempio di alta lirica giornalistica espressa da Bruno Luverà che, forse in omaggio al suo cognome tronco e accentato, ha pensato bene di esprimersi in versi per prendere in giro i girotondi e di farlo in rima baciata nell’edizione delle 13.30 di oggi. Una cosetta semplice semplice, declamata con voce stridula e sarcastica, tanto per prendere un po’ per il culo il sacrosanto diritto di manifestare: che scemetti questi bambinoni cresciuti un po’ troppo che vanno in piazza a protestare pacificamente facendo il girotondo…. Curioso, poi, che questa coraggiosa presa di posizione sia stata presa proprio il giorno dopo il girotondo anti Visco organizzato da Alleanza nazionale, molto curioso. In quattro anni di direzione dell’odiato Mimun, neanche una strofa, neanche una rimetta sbaciucchiata qua e là, nemmeno l’ombra di una leggerissima ironia contro i girotondi  dell’allegra brigata Moretti – Pardi – Flores d’Arcais. Solo rispetto: per il diritto di manifestare, da dovunque venga esercitato.




permalink | inviato da il 28/9/2006 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

13 settembre 2006


LA RAI CHE VEDRAI...E QUANTE NE VEDRAI....

prima parte
 

COMINCIAMO COL TG1. IL CDA CON UNA VOTAZIONE DEGNA DI MILAN-FROSINONE (8-1) HA SFORNATO LA PRIMA PADELLATA DI NOMINE, QUELLE RITENUTE PIÙ URGENTI DAL PUNTO DI VISTA AZIENDALE. VIA MIMUN DAL TG1, DENTRO RIOTTA DAL CORSERA. GIUSTAMENTE, PERCHÈ NO? E BASTA CON QUESTO DIRETTORE CHE COMANDA DA DODICI ANNI I DUE TG PIÙ IMPORTANTI D'ITALIA SENZA MAI FARE UNA PIEGA!! VINCENDO TUTTE LE SFIDE CON LA CONCORRENZA MEDIASET DEL SATRAPO RIMBOSCHITO DI ARCORE, UMILIANDO IL TG5 DELLE 13 CON IL TG2, E IL TG5 DELLE 20 CON IL TG1. SFORNANDO RUBRICHE SU RUBRICHE, TUTTE DI SUCCESSO E PALESTRE BENEDETTE DA TANTI PRECARI, CINQUANTA DEI QUALI ASSUNTI IN 12 ANNI DI REGNO MIMUNIANO PRIMA AL TG2 E POI AL TG1. BASTA CON QUESTO DIRETTORE CHE NON HA ASSUNTO NEANCHE UN GIORNALISTA ESTERNO ALL'AZIENDA PRIVILEGIANDO GLI INTERNI  E CHE NELL'ULTIMO ANNO DI DISPOTICO DOMINIO DEGNO DI GOEBBELS (MORRI, DS, DIXIT) HA ADDIRITTURA OSATO INVENTARSI (SU RICHIESTA DELLA RAI) IL SUCCESSO GIORNALISTICO DELL'ANNO, CON IL DOPOTG: 5 GIORNALISTI INTERNI DEL TG1, TRE ASSISTENTI INTERNI, TRE MONTATORI INTERNI, DUE GRAFICI INTERNI, UNO SPEAKER (IL DOPPIATORE DI KEVIN SPACEY, GIÀ MITICA VOCE DI JACK FOLLA). IN TOTALE, 13 PERSONE PIÙ IL CONDUTTORE, CIOÈ LO STESSO MIMUN (SEMPRE LUI MALEDIZIONE...!!!). COSTO MEDIO DI OGNI PUNTATA: 1700 EURO. PUNTATE ACQUISTATE DALL'ESTERNO: 0. IMMAGINI ACQUISTATE DALL'ESTERNO: 0. OSPITI COMPENSATI: 0. MEDIA DI SHARE: 26% PER QUASI 7 MILIONI DI ITALIANI INCOLLATI AL VIDEO TUTTE LE SERE PER 99 SERE, SEI MESI TELEVISIVI. TANTO PER DARE UN'IDEA, "IL FATTO" DI ENZO BIAGI IMPIEGAVA 49 PERSONE...

UNO COSÌ, CHE TI FA UN TG VISTO DAL 32% DEGLI ITALIANI È SENZA DUBBIO UN'EMERGENZA AZIENDALE ( E CHE DIAMINE...!!!), ANCHE SE DOPO LE ELEZIONI HA COMPRENSIBILMENTE RIBALTATO IL RAPPORTO DI PRESENZE IN VIDEO DEI POLITICI: SI SA, IL TG1 È GOVERNATIVO A PRESCINDERE, ANCHE DAI DIRETTORI...PENSATE, MIMUN HA PURE CONDOTTO IL FACCIA A FACCIA TRA PRODI E BERLUSCONI CON LA BENEDIZIONE DEL SIMPATICO E NARCOTICO PREVOSTO OGGI PARROCO DI PALAZZO CHIGI...UN'EMERGENZA AZIENDALE, SI, INDUBBIAMENTE UN'EMERGENZA PER UN'AZIENDA CHE HA VINTO TROPPO E GIUSTAMENTE SI SENTE A DISAGIO IN TEMPI DI UNDERSTATEMENT E DI RIFORMISMO DEMOCRATICO. OVVIAMENTE DI GENTE MEGLIO DI MIMUN SONO PIENE LE STRADE DI SAO PAOLO DO BRASIL, MA SICCOME VA INCORAGGIATO IL MADE IN ITALY, RESTIAMO SULLE STRADE DI MILANO, PURE QUELLE AFFOLLATISSIME DI PERSONAGGI COSMICAMENTE PIÙ AVANZATI DEL NOSTRO EROE. GENTE CHE, SOLO CON LO SGUARDO APPENA APPENA PENSOSO E ACCIGLIATO TI FA CAPIRE DI SAPERLA LUNGA E CHE A FARE MEGLIO DI CLEMENTONE CI METTERÀ UN PAIO DI SETTIMANE. CHI, QUINDI, MEGLIO DI GIANNI RIOTTA, IL GIORNALISTA LAUREATO IN LOGICA, AUTORE DI PROFONDI EDITORIALI SUL CORRIERE DELLA SERA E DI MEDITABONDI TOMI SUI TEMPI CHE CAMBIANO E IL MONDO CHE NON È PIÙ LO STESSO (PER NON PARLARE DELLE MEZZE STAGIONI, QUELLE ORMAI CE LE SIAMO GIOCATE DA UN PEZZO E NESSUNO SA ANCORA PERCHÈ). QUEL GIANNI RIOTTA, SI PROPRIO LUI, MODERATORE DI DIBATTITI ALLE FESTE DELL'UNITÀ, EX REDATTORE DE IL MANIFESTO, CHE SICURAMENTE DARÀ LEZIONI DI STILE E IMPARZIALITÀ AL SUO PREDECESSORE CHE, AL MASSIMO, AVRÀ MODERATO QUALCHE DIBATTITO CONCITATO NELLA TRIBUNA VIP DELL'OLIMPICO TRA TIFOSI LAZIALI NELL'INTERVALLO DI QUALCHE PARTITA. IMMAGINATE: UN LAUREATO IN LOGICA ( CHE PARE ABBIA ANCHE ALLENATO PER 4 ANNI UNA SQUADRA DI CALCIO) DIRETTORE DEL TG1...UN PO' COME MANDARE DON MATTEO TRA I VIETCONG CHE, INTANTO, SI ORGANIZZANO: ALCUNI PASSANO LE ORE DAVANTI AL COMPUTER CIMENTANDOSI IN COMPLICATISSIMI SUDOKU (PER ALLENARE LA LOGICA), ALTRI COMINCIANO AD ECLISSARSI ALL'ORA DI PRANZO PER SGAMBETTARE SUI CAMPETTI DI PERIFERIA IN MUTANDONI ASCELLARI ( IN ALCUNI CASI ANCHE IMPROBABILI COSTUMI DA BAGNO MODELLO BOXER) E SCARPINI DA CALCIO RIESUMATI DA CHISSÀ DOVE E INGRASSATI A DOVERE. I PIÙ AVVANTAGGIATI, BISOGNA RICONOSCERLO, SONO UNA PATTUGLIA DI GIORNALISTI CHE A CALCIO GIÀ CI GIOCANO DA TEMPO: LORO PUNTANO DIRITTO A POSTI DI PRESTIGIO, NON FOSSE ALTRO PER GLI ANNI PASSATI A RINCORRERE SENZA COSTRUTTO UN PALLONE E DARE UN SENSO A UNA CARRIERA CHE ROTOLA DA TROPPO TEMPO ORMAI. E POI CI SONO QUELLI CHE, FINALMENTE, POTRANNO SFOGGIARE IL LORO INGLESE AMERICANO E CHE GIÀ SI SALUTANO NEI CORRIDOI AL MOTTO DI "WASSUP??"...UN PO' TARDOYUPPIES, UN PO' TARDOBOSTONIANI, INSOMMA UN PO' "TARDO", MA IN FONDO COSÌ FIGHI E ALLA MODA E MAI PIÙ ARRABBIATI COME AI TEMPI DI MIMUN-GOEBBELS, MA SORRIDENTI, MELLIFLUI...E LETALI. PERCHÈ SEMPRE VIETCONG RESTANO COME IL TG1 RESTA UNA GHIGNANTE CAMBOGIA... E POI, RIOTTA-DON MATTEO NON È MIMUN-PATTOM. AH, RAI...QUANTE NE VEDRAI...

CIAO MIMUN, ANZI SHALOMIMUN

 




permalink | inviato da il 13/9/2006 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

9 maggio 2006

Larghe intese e grandi pretese. L'errore di Prodi

In una vera democrazia parlamentare l'opposizione sta all'opposizione, ma siccome la nostra democrazia si trasformò diversi anni fa da parlamentare in inciucista-compromissoria (vedi compromesso storico e spartizione di banche di stato, ospedali, regioni, comuni, province, editoria, cultura, spettacolo e sport),non mi scandalizza più di tanto il "trenino dell'amore" che si ripete ogni legislatura per le alte cariche istituzionali. il problema vero è che stavolta prodi e i prodini avevano una grande occasione per chiudere definitivamente in un angolo il cdx, nonostante l'esiguità (grazie italiani!) dello scarto elettorale: dovevano abbandonare la candidatura di marini al senato, non intestardirvicisi, lasciando campo libero ad andreotti e accontentando così il cdx, che null'altro avrebbe oggettivamente potuto pretendere. fatto questo, per d'alema al quirinale si sarebbe aperta un'autostrada e baffino sarebbe stato eletto al primo scrutinio, con grande soddisfazione generale per una ritrovata concordia nazionale persa malamente negli ultimi anni. Risultato: comunisti contenti con bery alla camera, cdx contenta e zittita con andreotti al senato, ds soddisfatti e col petto gonfio di orgoglio per baffino capo dello stato. e la margherita, direte voi? Vicepremier forte con delega agli esteri e via tutti compatti per questi 22 mesi di legislatura. perchè 22 mesi? perchè tra 22 mesi metà del parlamento(neo eletto) maturerà il minimo previdenziale per ottenere la pensione piena e, quindi, chi si è visto si è visto e tutti di nuovo al voto.




permalink | inviato da il 9/5/2006 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

8 maggio 2006

Primus inter pares o solo super partes? Il dilemma del Colle.

Ma alla fine vincerà Giulio...

...allora, vi racconto come la penso,ma prima di tutto ciao a tutti.
d'alema è fuori definitivamente dai giochi. per lui, se gli resta un barlume di lucidità politica ( e lui è molto lucido) niente governo, solo il partito, da traghettare verso il partito democratico come azionista di grande maggioranza. per il governo, c'è fassino, che lascerà il partito.

capitolo napolitano.

napolitano non è il candidato di larghe intese, visto che non rientra nel quartetto proposto dalla cdl ( e tre su quattro sono esponenti di spicco del csx). napolitanto è un candidato strumentale: serve al csx per indurre il cdx a fare il nome vero, quello definitivo. e sapete quale sarà il nome defintivo della cdl? Giulio Andreotti. Già, proprio lui: esponente cattolico per eccellenza; se non padre, di sicuro zio della costituzione italiana e quindi garante della stessa, atlantista per definizione ma non prono agli usa e, infine, molto ben visto da tutto il mondo arabo (che di questi tempi non guasta). a questo aggiungete che Giulio non ha mai sostenuto il governo berlusconi, pur essendo stato il candidato della cdl alla preidenza del senato. candidatura che lui ha accettato "per contribuire a unire un paese spaccato a metà".
e sapete perchè andreotti potrebbe essere accettato con un sospiro di sollievo dal csx? perchè incaponirsi con marini al senato è stato un errore madornale di prodi: se al senato avessero dato l'ok ad andreotti, stasera d'alema sarebbe presidente della repubblica eletto al primo scrutinio, tanto larga sarebbe stata l'autostrada spianatagli dalla mossa strategica di concedere il senato all'opposizione. peggio, molto peggio sarebbe eleggere forzosamente un presidente della repubblica a maggioranza assoluta, che non garantirebbe affatto l'unità di un paese elettoralmente e, quindi, democraticamente spaccato a metà.




permalink | inviato da il 8/5/2006 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

18 aprile 2006

Ne vedremo delle belle....

CIAO A TUTTI, SPERO ABBIATE FATTO BUONA PASQUA. SULLE ELEZIONI, PENSO CHE ABBIANO DATO UN VERDETTO DI PORTATA STORICA, VISTA LA SUA PARTICOLARITÀ: LA MAGGIORANZA (DI CENTROSINISTRA) DOVRÀ GOVERNARE CON LE ORECCHIE BASSE E SOTTOVOCE; L'OPPOSIZIONE INVECE POTRÀ ANDARE A TESTA ALTA E FARE LA VOCE GROSSA A PIENO TITOLO, VISTO IL RESPONSO POPOLARE. RESPONSO DEL TUTTO INASPETTATO DA QUANTI SI DAVANO PER VITTORIOSI CON LARGO ANTICIPO E CON LARGO DISTACCO. DETTO QUESTO, NON CREDO CHE LA CDL BENEFICERÀ DEL RICONTEGGIO DEI VOTI: MEGLIO, MOLTO MEGLIO FARE OPPOSIZIONE A UN GOVERNO DEBOLE COME UNA FOGLIA AL VENTO, IN BALIA DEL PIÙ PICCOLO REFOLO. D'ALTRONDE UN GRANDE POETA EBBE A SCRIVERE: SI STA COME LE FOGLIE SUGLI ALBERI IN AUTUNNO.....

È INUTILE ASPETTARE DUE GIORNI SPERANDO NEL RIBALTAMENTO DEI RISULTATI. IO SPERO CHE RESTINO COSÌ COME CI SONO STATI CONSEGNATI L'11 APRILE PER I MOTIVI CHE HO SPIEGATO PRIMA. MA NE AGGIUNGO UN ALTRO. SO CHE A MOLTI NON FARÀ PIACERE, ME IL VERO RISULTATO POLITICO DELLE ELEZIONI È L'ELISIONE RECIPROCA DEI DUE CANDIDATI PREMIER: BERLUSCONI HA ELIMINATO PRODI CHE HA ELIMINATO BERLUSCONI. NON CI SARÀ UN ALTRO GOVERNO BERLUSCONI, FORSE CI SARÀ UN GOVERNO PRODI, DI SICURO SI TORNERÀ A FARE POLITICA, COSTRETTI DAI MAI TROPPO BENEDETTI RISULTATI ELETTORALI. IL GOVERNO PRODI, HO DETTO, FORSE SI FARÀ: PERCHÈ, SE SI TROVERANNO LE LARGHE INTESE SUL CAPO DELLO STATO, RIFINANZIAMENTO DELLA MISSIONE IN IRAQ E FINANZIARIA, PRODI PREMIER VERRÀ SACRIFICATO SULL'ALTARE DELL'INTERESSE NAZIONALE. MAGARI ANDREBBE AL QUIRINALE, CON UN GOVERNO MOLTO DI CENTRO E POCHISSIMO DI SINISTRA, CHE VIVRÀ PER MENO DI DUE ANNI. INFATTI OCCORRONO 22 MESI AI PARLAMENTARI PER MATURARE LA PENSIONE MASSIMA E VI PARE CHE METÀ PARLAMENTO RINUNCI ANZITEMPO A UNA SIMILE OPPORTUNITÀ? E POI, IL PROCESSO DI RICOMPATTAMENTO POLITICO ADOMBRATO PRIMA DEL 9 APRILE, CON I RISULTATI ELETTORALI HA AVUTO UN’ACCELERAZIONE ESPONENZIALE. SUL TAPPETO LA NECESSITÀ DI PORTATA STORICA DI AVVIARE E ATTUARE UN MOVIMENTO CENTRIFUGO CHE METTA FUORI LE ALI ESTREME DELLA POLITICA, SIA A DESTRA CHE A SINISTRA. SI, CENTRIFUGO, PERCHÉ DOVRÀ ESSERE PENSATA E REALIZZATA UN’USCITA GUIDATA DAL CENTRO DI TUTTE QUELLE FORZE CHE CON ESSO NON HANNO NULLA A CHE VEDERE SE NON PER MOTIVI PURAMENTE ELETTORALI. E COSÌ, SE DA UNA PARTE AVREMO IL PARTITO SOCIALDEMOCRATICO, DALL’ALTRA AVREMO IL PARTITO DEI MODERATI E GLI ESTREMI FINALMENTE SARANNO BEN DISTINITI ANCHE POLITICAMENTE CON PDCI, RIFONDAZIONE, PARTE DEI VERDI, PARTE DI ALLEANZA NAZIONALE, GRAN PARTE DELLA LEGA E TUTTA LA GALASSIA EXTRAPARLAMENTARE DI DESTRA E DI SINISTRA FINALMENTE ESTRUSI E COLLOCATI DOVE SPETTA LORO: AI MARGINI DEL CONSESSO POLITICO E DEMOCRATICO, COME L’ELETTORATO HA DECRETATO. IL BELLO, QUELLO VERO, SARÀ QUANDO UDC, MARGHERITA, UDEUR, MEZZA AN E TRE QUARTI DI FORZA ITALIA SI ACCORGERANNO DI AVERE MOLTO PIÙ IN COMUNE DI QUANTO SI POSSA PENSARE….ANCHE IN TERMINI PERCENTUALI (PIÙ O MENO IL 45%)…NE VEDREMO DELLE BELLE.




permalink | inviato da il 18/4/2006 alle 19:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

16 marzo 2006

ESCLUSIVO!!! IL foglio di Berlusconi al confronto con Prodi


meglio riderci su e sperare nel ritorno




permalink | inviato da il 16/3/2006 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

16 marzo 2006

Riscossa? Tarocco? Non sia mai riscossa, tarocco, of course!

 Qui sotto il sondaggio del quotidiano la Stampa, aggiornato alle 12.30. Una clamorosa rimonta di berlusconi o un ennesimo taroccamento di hackers cattivoni e antidemocratici? Attendiamo fiduciosi il comunicato ufficiale del quotidano in stile Corriere.





permalink | inviato da il 16/3/2006 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 marzo 2006

Il sondaggio fantasma: il Corriere finalmente risponde. E non convince

La lettera del giorno - 15 marzo 2006 - dal forum del Cooriere.it

Che fine ha fatto il sondaggio?

Intorno alle 14,30 di oggi sul sito web del Corriere della Sera c’era un sondaggio che chiedeva chi, secondo i lettori, avesse vinto il confronto Prodi-Berlusconi di ieri. Dopo 15.000 voti, l’81% delle preferenze era andato a Berlusconi, e poi, misteriosamente, il sondaggio è scomparso dal sito! Dava fastidio?
Oberdan


Risposta del Corriere.it

I messaggi che facevano riferimento al sondaggio apparso su Corriere.it sono stati diversi. Anche se il tema del forum è un altro ( e resterà tale) rispondiamo a uno di essi per chiarire che il sondaggio è stato tolto dalle pagine perchè i dati erano stati alterati. Questo tipo di instant poll, come sanno i lettori, non hanno validità scientifica. Se poi accade che, nonostante le possibili difese tecniche, l'esito venga palesemente falsato, ci pare poco corretto sia continuare a chiedere il voto ai lettori sia esporlo come un risultato credibile. Abbiamo invece mantenuto aperto questo forum sul duello tv che offre un quadro più realistico sull'esito del confronto fra Prodi e Berlusconi e sulle opinioni in proposito dei lettori.

questa è la risposta ufficiale del Corriere. In queste righe ci vengono comunicate due notizie: che " Questo tipo di instant poll, come sanno i lettori, non hanno validità scientifica."; che qualcuno avrebbe palesemente alterato i dati del sondaggio stesso. Beh, ci piacerebbe sapere come. e se ,poi, appare scorretto continuare a chiedere il voto ai lettori, visti i dati alterati, non è ugualmente scorretto tacere sui motivi di un oscuramento e farlo solo perchè costretti da una marea di messaggi inviati allo stesso corriere?




permalink | inviato da il 15/3/2006 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

15 marzo 2006

Il sondaggio fantasma


quello che vedete è un sondaggio del corriere.it. attivo sino a mezzogiorno, inspiegabilmente è scomparso.
sarà scomparso per i risultati o per motivi tecnici? Ah, saperlo...ma, come dice un saggio,
a pensar male si fa peccato ma ci si prende sempre....




permalink | inviato da il 15/3/2006 alle 16:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

10 marzo 2006

Il Trapasso

"Aveva ragione Epicuro quando esortava a non temere la morte perché, scriveva: 'Quando c'è lei non ci sei tu, quando ci sei tu non c'è lei'. Infatti non è della morte che dobbiamo preoccuparci, una condizione inevitabile, la sola certezza che abbiamo; l'abbandono della vita, lì s'annida il problema. Non inquieta l'oltretomba, l'Ade, il Purgatorio o comunque si voglia immaginare (sperare) un'esistenza oltre la morte, la questione è la soglia, la linea di confine che separa questo da quello e che può diventare intollerabile e spaventosa."

Sono le parole di un uomo destinato a morire. D'altronde tutti noi lo siamo. Solo che non tutti abbiamo la ventura (o sventura) di sapere quanto tempo ci resti da vivere e in quali condizioni. Quest'uomo, invece, sa quanto gli resta da vivere e sa in quali condizioni. E, così, ha scelto di acquistare a Bruxelles, dove ha lavorato per cinque anni, il kit per l'eutanasia. Cento euro per accelerare il trapasso e risparmiarsi il dolore di una sofferenza assoluta. ma anche per risparmiarlo ai suoi cari. Qui non è il caso di aprire un dibattito sulla condivisione di una scelta, che resta personalissima come personalissime sono le sue conseguenze. Il problema, vero, è proprio quella soglia e il suo trapasso. E' l'abbandono di tutto quanto abbiamo e di tutti quelli che lasciamo. E' la consapevolezza dell'ineluttabilità, dell'impotenza, della fine. O di un nuovo inizio. Quest'uomo di chiama Corrado Augias.

 




permalink | inviato da il 10/3/2006 alle 12:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 marzo 2006


Blade runners

Abbiamo visto corpi galleggiare nel mediterraneo, scomposti, abbandonati al dondolio delle onde, in mezzo ai rottami di un aereo che dopo venticinque anni non si sa come e perché sia precipitato. Abbiamo avuto la fortuna di non essere "andati in guerra" come i nostri padri e i nostri nonni, finché la guerra non è venuta lei da noi. Non proprio a casa nostra, diciamo più o meno in cortile, ma tanto vicina da attirare il nostro sguardo. E anche stavolta abbiamo visto. Abbiamo visto carri armati nel deserto veramente deserto e poi cecchini divertirsi al mercato come al tirassegno del lunapark. Abbiamo visto "strana" gente arrabbiata fare la guerra contro un esercito prima con le pietre, poi con le fionde e poi con tutta sé stessa, imbottita di esplosivo, e stavolta contro altra gente. Abbiamo visto centinaia di pacifici paesani cristallizzati nella morte da gas nervino: uomini, donne, vecchi e bambini. E poi di nuovo i carri armati e di nuovo nel deserto, ma stavolta veramente affollato, perché tutti si potesse vedere. Abbiamo visto pezzi di uomini e di donne e di bambini spalmati sulle pareti di un bar una domenica mattina in riva al mare in Israele o in un autobus all'ora di punta. Senza distinzione abbiamo visto tutto questo. E altro ancora. Perché ancora altro abbiamo visto. Abbiamo visto cadere festosamente muri ed alzarsi silenziosamente mille barriere. Invisibili ma non impalpabili. Tra uomini, tra nazioni, tra religioni, tra ragioni e regioni. Abbiamo visto la fine della guerra fredda e l'inizio del dopoguerra bollente e infinito. Abbiamo visto l'11 settembre e la sua tragedia immane, sembrava il remake di king kong, e invece era tutto vero. E poi abbiamo visto l'11 marzo, con stazioni che saltavano per aria e pendolari sbranati dall'esplosivo e dall'odio medievale di una guerra, di un scontro "di inciviltà".Abbiamo visto tagliare la testa a un uomo nel nome di Dio e abbiamo visto lui non crederci fino alla fine. Abbiamo visto la sua faccia attonita, senza una smorfia di dolore, appoggiata come un soprammobile sul suo corpo ormai anonimo. Abbiamo visto i fanti scherzare irriverenti con i santi. Abbiamo visto e sentito - muti - un Papa chiedere perdono e dire a tutti gli uomini, a prescindere dalle fedi, "siamo figli dello stesso Dio". Abbiamo visto pacifisti manifestare armati di mazze, scudi, caschi e pistole. Abbiamo visto nascere un nuovo continente, l'Europa unita, babele di lingue, culture, ideologie. Senza identità, senza difesa, senza consapevolezza, ma con una moneta unica. Unica vestigia di un'immaginaria unità. Tutto questo abbiamo visto, altro stiamo vedendo e chissà cosa vedremo ancora. Oltre a soldati che muoiono in guerra per portare pace e progresso. Oltre alla menzogna assurta a rango di verità supposta e propagata da mille voci e, quindi, verità vera, forse. Oltre alla paura quotidiana di vedere chissà cos'altro ancora. E non avere la forza di fare. Il coraggio di osare. Per cominciare a vedere. Con gli occhi aperti, stavolta.




permalink | inviato da il 2/3/2006 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

27 febbraio 2006


SINISTRATI E DESTREGGIATI

L'UNIONE EUROPEA DELL'EURO, MONETA FORTE GARANTE DI STABILITÀ E L'EUROPA DEL MERCATO INTERNO, DELLE FRONTIERE ECONOMICHE ABBATTUTE CON LA LIBERA CIRCOLAZIONE COMMERCIALE. MA ANCHE L'EUROPA CHE SI DEVE CONFRONTARE CON LE POLITICHE DI FATTO PROTEZIONISTICHE E RITENUTE LEGITTIME NEL CASO ENEL/GAS DE FRANCE DA PARTE DEL GOVERNO FRANCESE. E INVECE RITENUTE ILLEGITTIME QUANDO BANKITALIA FRENÒ DI FRONTE ALLE OFFERTE DI ACQUISTO STRANIERE DI BNL E ANTONVENETA, VOLENDO GARANTIRE AI DUE GRUPPI LA POSSIBILITÀ DI RESTARE ITALIANI. OGGI BNL È DEI FRANCESI DI PARIBAS E ANTONVENETA DEGLI OLANDESI DI ABN AMRO. LA SENSAZIONE GENERALEMNETE CONDIVISA IN QUESTI GIORNI, È CHE IN EUROPA VACILLI IL CONCETTO DI RECIPROCITÀ: PERCHÈ IL NOSTRO PAESE PUÒ LEGITTIMAMENTE ESSERE TERRA DI CONQUISTE FINANZIARIE, MA SPESSO LE GRANDI IMPRESE ITALIANE DEVONO SCONTRARSI IN EUROPA CON SITUAZIONI INTERNE CHE LE PENALIZZANO?




permalink | inviato da il 27/2/2006 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 febbraio 2006

Ma quale censura?! Solo un filtro etico....

Sinistrati 2

Il caso dello show dell'ex ministro Calderoli a Dopotg1 ha riaperto una ferita che gronda ipocrisia da troppo tempo. E Soprattutto nella sinistra. Il direttore del Tg1 Mimun avrebbe dovuto censurare il gesto provocatorio del leghista, che orgoglioso gli mostrava inopinatamente la maglietta con le vignette antislamicghe indossata sotto la camicia: questa l'opinione comune di lor signori. Quel gesto, e quella omissione, sempre secondo lor signori, avrebbe addirittura acceso la miccia per i disordini di Bengasi. Bene, rovesciamo il concetto: se Mimun avesse oscurato Calderoli, scommettiamo che oggi sarebbe sotto processo (e giustamente) per aver salvaguardato un ministro evitandogli una gaffe dalle ripercussioni inimmaginabili? Certo, in questo caso si sarebbe trattato di filtro etico, dicono lor signori. Appunto, come le bandiere bruciate nella manifestazione pro palestina a Roma e i cori inneggianti a mille Nassiryia silenziati dal Tg3. Solo che, se lo fa il tg3 è filtro etico, se lo fanno gli altri o è censura o è fiancheggiamento verso il potere. Ignorando, o volendo ignorare, che il ditrettore del Tg1, a cui hanno dato la loro solidarietà direttori di destra, di centro e di sinistra (oltre al diessino petruccioli, presidente rai), ha fatto semplicemente il suo mestiere. Ha fatto il giornalista, ha fatto delle domande e ha ottenuto delle risposte. E ha impedito al becero calderoli di completare il suo patetico streap tease. Ogni sera più di sette milioni di persone guardano "Dopotg1". E non cambiano canale, democraticamente.




permalink | inviato da il 22/2/2006 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

24 gennaio 2006


SINISTRATI
Dopo averlo chiamato "marchettaro", adesso il tg1 è un "telegiornale di merda", perchè nasconde la realtà ed è fazioso. Parola di Fabrizio Morri, l'oxfordiano portavoce del segretario dei Ds Fassino e responsabile dell'informazione di quel partito. Il nostro forbitissimo eroe si è prodotto oggi in questa filippica, infervorato mentre dal palco di un convegno sul welfare dell'informazione (ovviamente con esponenti politici, sindacali e professionali di una sola area...) parlava e straparlava su come DEVE essere fatta. Purtroppo per lui, stavolta gli sono arrivate le vigorose tirate d'orecchio del segretario nazionale dell'Usigrai (il sindacato dei giornalisti rai di maggioranza assoluta sinistrorsa) Roberto Natale: "c'e' un confine che separa la critica anche la piu' aspra dall'insulto. la dichiarazione di Fabrizio Morri varca quel confine - ha detto il segretario. "l'usigrai - sottolinea Natale - ha molto spesso criticato l'immagine distorta della realta' italiana fornita dal tg1 e continuera' a farlo. si dissocia pero' nettamente da un linguaggio cosi' pesante ed esprime solidarieta' a clemente mimun e all'intera redazione". La questione si presta ad alcune osservazioni, una su tutte: se vincerà il centrosinistra, l'Onorevole Morri si comporterà così con quei giornalisti "vicini" che, magari, non obbediranno sull'attenti agli ordini di scuderia? Lasciamo perdere gli attachi livorosi e con la bava alla bocca contro quelli che non la pensano come il suddetto Morri: d'altronde, la liberalità di lor signori si esprime notoriamente nel motto "siete tutti liberi di pensarla, ma come noi, però, eh!!". Qua il problema è serio, se anche l'Usigrai ha bacchettato il diessino, solidarizzando con il direttore del tg1 Mimun e l'intera redazione. Per non parlare di Prodi che rifiuta di parlare con giornalisti non compiacenti, come potete vedere più in basso. Che tristezza.




permalink | inviato da il 24/1/2006 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

9 gennaio 2006


IMMAGINI DALLA TV Come muore un italiano

Il tg1 alle 17 ha mandato in onda per la prima volta le immagini dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, il contractor italiano addetto alla sicurezza, rapito insieme a tre suoi compagni (Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio) il 12 aprile del 2004 e giustiziato due giorni dopo. "Posso togliere ?" chiede Quattrocchi ai suoi  carnefici, riferendosi alla kefiah che lo benda, per guardarli in faccia. "No!", gli rispondono.  "Voglio farvi vedere come muore un italiano." No e ancora no, gli rispondono, dopo di che nelle immagini si intravede l'ombra di una mano che impugna una pistola. Poi, lo sparo. Immagini fondamentali, che finalmente fanno giustizia delle infamie dette e scritte nei confronti di un uomo che in molti volevano avesse detto "vi faccio vedere come muore un camerata". Di quei quattro italiani dissero e scrissero che erano mercenari. Erano italiani che facevano un lavoro che consisteva nel proteggere autorità civili irachene, internazionali e giornalisti dalle azioni di guerriglia e terrorismo iracheno di matroce quaedista. Azioni che più di qualcuno per troppi mesi ha definito "resistenza", salvo poi essere cassati una volta per tutte addirittura dal presidente Ciampi. Polemiche laide, strumentalizzazioni, sciacallaggi, persino libri scritti e candidature politiche ottenute grazie anche a quei concetti e quelle parole, che oggi, dopo venti mesi, svaniscono miseramente di fronte alla pietà di immagini inequivocabili.




permalink | inviato da il 9/1/2006 alle 19:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

22 dicembre 2005


UNIPOL: FASSINO ALZA LA VOCE, SIAMO SOTTO ATTACCO/ANSA
IRA DEI DEPUTATI DELLA QUERCIA, FEROCE CAMPAGNA 'CORRIERE'

(ANSA) - ROMA, 21 DIC - "SIAMO SOTTO ATTACCO". PIERO FASSINO NON CI STA E DENUNCIA CHE LA VICENDA UNIPOL VIENE USATA STRUMENTALMENTE PER COLPIRE LA QUERCIA: "CI ATTRIBUISCONO RESPONSABILITA' CHE IL NOSTRO PARTITO NON HA E LA DESTRA UTILIZZERA' OGNI STRUMENTO PUR DI PIEGARCI E SCONFIGGERCI". IL SEGRETARIO DEI DS PARLA DAVANTI AI MILITANTI DI UNA SEZIONE DEL QUARTIERE TUFELLO, A NORD DI ROMA, E PUNTA SULL'ORGOGLIO DI PARTITO. LE SUE PAROLE SI LEGANO ALL'IRRITAZIONE CHE SI REGISTRA NELLE FILE DEL PARTITO DOPO L'ULTIMA INTERVISTA DI FRANCESCO RUTELLI AL 'CORRIERE DELLA SERA' SULLA QUESTIONE DEL COLLATERALISMO TRA LA POLITICA, GRUPPI FINANZIARI E CORPI INTERMEDI DELLA SOCIETA'. A QUESTO SI AGGIUNGE ANCHE L'INSOFFERENZA DI DIVERSI DEPUTATI DELLA QUERCIA PER L'ATTEGGIAMENTO DELLA STAMPA E IN PARTICOLARE DEL 'CORRIERE' DOPO LA NOTIZIA DEL CONTO CORRENTE INTESTATO AL PRESIDENTE DS MASSIMO D'ALEMA PRESSO LA POPOLARE DI LODI PER IL LEASING DELLA BARCA A VELA. SONO INFATTI SEMPRE PIU' FREQUENTI, NEI CAPANNELLI IN TRANSATLANTICO A MONTECITORIO, LE FRECCIATE RABBIOSE CONTRO IL QUOTIDIANO DI VIA SOLFERINO E IL DIRETTORE PAOLO MIELI. LA QUERCIA PUNTA DUNQUE SULL'ORGOGLIO DI PARTITO. E DEL RESTO IL PRESIDENTE DEI SENATORI GAVINO ANGIUS, PARLANDO A 'L'UNITA", DENUNCIA "UN AMBIGUO TENTATIVO DI INSTILLARE DUBBI, DI DIPINGERE I DS COME UNA FORZA INAFFIDABILE" E RISPONDE PER LE RIME AL LEADER DELLA MARGHERITA RUTELLI: "CERTI MESSAGGI SONO NON SOLO PROFONDAMENTE INGIUSTI, INFONDATI, MA POLITICAMENTE AUTOLESIONISTI IN MODO IMPRESSIONANTE". HA QUALCOSA DA DIRE ANCHE IL SENATORE LANFRANCO TURCI, SECONDO IL QUALE LA MARGHERITA STA CERCANDO "QUALCHE VANTAGGIO RELATIVO, APPROFITTANDO DELLE VOCI CHE CIRCOLANO SUL CASO UNIPOL". TORNA SU TUTTA LA VICENDA ANCHE IL DELEMIANO PEPPINO CALDAROLA, CHE SOTTOLINEA COME SIA "NON SOLO LEGITTIMO, MA ANCHE UTILE PER IL PAESE, PERCHE' FORZE NUOVE ENTRANO DINAMICAMENTE NEL MERCATO", IL DESIDERIO DI UNIPOL DI ENTRARE IN POSSESSO DI UNA BANCA COME BNL. L'EX DIRETTORE DE 'L'UNITA" RIBADISCE CHE SE UN DIRIGENTE DI UNIPOL VIOLA LA LEGGE NE DEVE RISPONDERE DAVANTI AL GIUDICE E SPIEGA CHE E' DEL TUTTO NORMALE CHE "GENTE DI SINISTRA, ANCHE "AUTOREVOLISSIMA" ABBIA FATTO IL TIFO PER IL GRUPPO GUIDATO DA GIOVANNI CONSORTE. IN TRANSATLANTICO, INTANTO, I 'PEONES' DELLA QUERCIA SI LAMENTANO PER L'ATTEGGIAMENTO DELLA STAMPA E PUNTANO IL DITO CONTRO IL 'CORRIERE', ACCUSATO DI ORCHESTRARE UNA CAMPAGNA "FEROCE" CONTRO IL GRUPPO DIRIGENTE DEL 'BOTTEGHINO'. NON MANCANO LE ACCUSE A MIELI, CONSIDERATO L'ISPIRATORE DELLA "MANOVRA". E PER AVERE UN'IDEA DEL CLIMA BASTA LEGGERE LA 'VELINA ROSSA', IL FOGLIO QUOTIDIANO REDATTO DA PASQUALE LAURITO, TRADIZIONALMENTE VICINO ALLE POSIZIONI DALEMIANE: "IL PRIMO DOVERE DEI DIRETTORI, SPECIE DI GRANDI GIORNALI, E' QUELLO DI DECIDERE O COMUNQUE DI CONTROLLARE I TITOLI. LA COSA PIU' GRAVE E' QUELLA DI DIRE IL FALSO NEL TITOLO O DI DISCONOSCERE LA NOTIZIA CONTENUTA NEL PEZZO". LA 'VELINA' DENUNCIA UNA "DISTORSIONE MEDIATICA" MIRATA A COLPIRE LA QUERCIA E IN PARTICOLARE D'ALEMA.(ANSA). 21-DIC-05 21:16 NNNN

Complotto, colpa della stampa, attacco premeditato, "capaci di tutto per danneggiarci": sembra quasi un estratto del frasario del presidente Berlusconi. Invece a parlare sono i Ds che, mentre gustavano odore e sapore dei quattrini (che piacciono anche a loro), giocavano a fare i moralisti trifolando gli zebedei a mezza Italia e prendendo per il culo l'altra metà. Moralisti dalle 9 alle 20 e dalle 21 in poi a gozzovigliare nei salotti romani: è una frase illuminante di Klaus Davi, l'uomo immagine di molti, compresi i Ds.




permalink | inviato da il 22/12/2005 alle 14:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

14 dicembre 2005


Il silenzio dei vivi,
ovvero la "leggenda" dell'olocausto

Il presidente iraniano Ahmedimejahd ribadisce il concetto: lo sterminio nazista di sei milioni di ebrei è una leggenda e se proprio Germania e Austria avessero sensi di colpa, che trovassero loro a Israele la terra dove stabilirsi. Quella che segue è una testimonianza personale del momento più importante della mia carriera. Io quel giorno lo sterminio l'ho vissuto con gli occhi di Elisa Springer e la fuligine di quelle ciminiere mi è rimasta attaccata dentro.

dieci anni fa. un pomeriggio io e il mio cameraman la incontrammo. era per un'intervista: il personaggio si preannunciava straordinario. una donna che per cinquanta anni aveva taciuto il suo passato e improvvisamente, spinta anche dall'adorato e adorante figlio silvio, aveva deciso di parlare. e di raccontare. tutto: la sua prigionia nei campi di sterminio, la sua cattura ad opera di una spia mentre lei si nascondeva a milano sotto falso nome facendo traduzioni dal tedesco. i genitori erano stati eliminati dai nazisti e lei era fuggita sperando di salvarsi. ma non c'era riuscita. e così iniziò la sua incredibile e tragica avventura. vide lo sterminio, provò la salvezza miracolosa ad opera di un kapò misericordioso, soffrì restrizioni e costrizioni ormai ben note in quelle fabbriche della morte che erano i campi di concentramento nazisti. ma elisa springer si salvò: resistette, si fece forza e fece forza, divise per un certo periodo la baracca con anna frank, ma si salvò. tornata a casa sua, bussò all'uscio e le aprì un'altra donna, sconosciuta, che aveva occupato la casa della sua famiglia. c'erano ancora i quadri attaccati alle pareti con le foto: lei ne prese uno e se ne andò, con il passato cancellato, deturpato, espropriato, annullato. mentre ci raccontava tutto questo, elisa rimaneva a testa alta davanti alla telecamera: gli occhi grigioazzurri fissi nei miei, le mani nodose e ancora aggraziate (aveva 77 anni allora) a tormentare un fazzoletto bianco orlato di pizzo...e la voce ferma, ancora stupita di narrare quell'orrore dopo cinquanta anni a un giornalista di ventotto che l'ascoltava impietrito su una poltrona, con il microfono incollato alla mano e le domande preparate in anticipo che erano svanite dal mio foglio: avevano avuto pudore e se n'erano volate via. era lei che guidava con ilsuo racconto. a due passi silvio sammarco, suo figlio, la guardava fiero di averla convinta a raccontare dopo mezzo secolo: perchè nessuno dimenticasse. silvio se n'è andato qualche anno fa, tradito dal suo cuore immenso: un'altra terribile prova per elisa. un genitore, mi disse, non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio... da quel giorno di dieci anni fa io ed elisa siamo stati uniti da un rapporto speciale. io le dissi: ci stai a farti adottare come nonna? lei mi sorrise: aveva accettato. quel giorno il mio cameraman pianse alla fine dell'intervista. quel giorno elisa capì che avrebbe dovuto raccontare a più non posso. e lo ha fatto. ha parlato per dieci anni a migliaia di giovani e giovanissimi che, come me, l'hanno adottata come nonna speciale e ha pubblicato libri ristampati in decine di edizioni. alla fine ha continuato a lottare come nel passato, stavolta contro il cancro. il cancro si è presa elisa, ma elisa è riuscita a terminare la sua missione. ciao elisa, finalmente di nuovo ai tuoi uomini adorati: tuo padre, tuo marito e tuo figlio.




permalink | inviato da il 14/12/2005 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 novembre 2005

Ma quella di sinistra non è mai censura....

RAI: RAINEWS24,SOSPENSIONE DIACO NON E' CENSURA NE' POLITICA DERIVA DAL COMPORTAMENTO DEL CONDUTTORE
(ANSA) - ROMA, 23 NOV -"LA DECISIONE DI SOSPENDERE IL PROGRAMMA 'RAI 21,15' NON HA NESSUNA RAGIONE POLITICA O DI CENSURA. DERIVA ESCLUSIVAMENTE DAL COMPORTAMENTO DEL CONDUTTORE PIERLUIGI DIACO LESIVO DELL'IMMAGINE DELLA RAI, DEL CANALE E DEL SUO DIRETTORE". LO SPIEGA UNA NOTA DELLA DIREZIONE DI RAI NEWS 24. "LA SOSPENSIONE E' STATA DECISA DAL DIRETTORE DI RAI NEWS 24 ROBERTO MORRIONE - PROSEGUE LA NOTA - IN ATTESA DELLE VALUTAZIONI IN MERITO AI PROVVEDIMENTI DA PRENDERE, DA PARTE DEGLI UFFICI RAI COMPETENTI, IN SEGUITO ALLE AFFERMAZIONI CALUNNIOSE, DENIGRATORIE E ETICAMENTE SCORRETTE FATTE DAL CONDUTTORE IN DIRETTA A RAI 21,15 IN APERTA VIOLAZIONE CONTRATTUALE. LA SOSPENSIONE DEL PROGRAMMA E' FINALIZZATA A IMPEDIRE IL RIPETERSI DI UN USO PERSONALE E DI PARTE E GRAVEMENTE LESIVO PER L'IMMAGINE DELL'AZIENDA E DEL CANALE, COME, PURTROPPO, E' GIA' AVVENUTO IN ALTRE OCCASIONI DA PARTE DEL CONDUTTORE, NONOSTANTE I RICHIAMI DELLA DIREZIONE".(ANSA). 23-NOV-05 18:10 

Questo è l'epilogo di una storia illuminante, accaduta all'ombra dell'Ulivo, dove l'Unione fa la forza. Pierluigi Diaco diventa il primo caso di epurazione del centrosinistra dalla Rai (il direttore Morrione è un prodiano doc e Rainews 24 è un fortino del centrosinistra militante), prima ancora che si aprano le urne per le elezioni politiche. Un bel record, non c'è che dire. E pensare che solo qualche settimana fa su Celentano, Santoro, Guzzanti, Travaglio, Luttazzi e Biagi ci hanno trifolato gli zebedei, dipingendoceli come martiri del truce regime liberticida di centrodestra. "USO PERSONALE E DI PARTE E GRAVEMENTE LESIVO PER L'IMMAGINE DELL'AZIENDA E DEL CANALE": ricordate questa frase. Non si riferisce a celentano o a Santoro, no (che pure di uso personale non ne hanno fatto certo modica quantità...). Si riferisce a Pierluigi Diaco che (potrà stare sulle palle a tanti, effettivamente), ma proprio non si capisce perchè debba essere diverso dai suddetti martiri. Quelli (Santoro, Biagi e c.) potevano fare uso personale e di parte della Rai e lui no, perchè??? Solo a loro è concesso di fare e disfare sul servizio pubblico televisivo? Beh, cari miei, se libertà deve essere, allora liberi tutti. Anche Diaco




permalink | inviato da il 23/11/2005 alle 18:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

16 novembre 2005

C'è buco e buco

Venaus è  un piccolo sito al centro della Val di Susa. La Val di Susa che protesta vibratamente contro i carotaggi per verificare la fattibilità geologica della Tav. La val di Susa che marcia compatta con i sindaci in testa al corteo contro la perforazione delle Alpi, perché si temono ricche di amianto e uranio. Perforazioni che, secondo i timori dei manifestanti, potrebbero liberare polveri dannose alla salute dell’uomo. E poi, a che serve quel tunnel, quando si potrebbe potenziare la linea ferroviaria esistente? Già. Peccato che a Venaus, a dieci metri dall’inizio del corteo, ci sia un’altra struttura. Realizzata esattamente come il tunnel della Tav, nelle stesse montagne e con gli stessi scavi. Si tratta della più grande centrale idroelettrica italiana, scavata dentro una montagna che sembra quella della Spektra dei film di 007. E dentro, uno scavo cilindrico alto come un palazzo di 15 piani, con un parcheggio per i tir e decine di opraio che lavorano con fiamme ossidriche e ponteggi. La centrale idroelettrica è di proprietà della Astaldi (ditta costruttrice) e dell’AEM di Torino, l’azienda elettrica municipale. Nessuno ha marciato contro i lavori di una centrale idrolettrica che ha prosciugato un intero acquedotto e che risulta più grande della diga del Vajont. Nessuno. Forse perché, come ha detto candidamente il responsabile locale di Legambiente, “in questa struttura molti dipendenti sono cittadini della zona”. E’ l’Italia del doppiopesismo, dei se e dei ma, dei né né, delle due velocità contro l’alta velocità. Perché  c’è buco e buco.




permalink | inviato da il 16/11/2005 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

7 novembre 2005

Libertà di stampa. Da chi? - terza puntata: Prodi colpisce ancora e tutti zitti

RAI: CDR SICILIA DENUNICA 'AGGRESSIONE POLITICA' A CRONISTA (ANSA) - PALERMO, 31 OTT 2005- Il Comitato di redazione del Tgr Sicilia denuncia ''l'ennesimo atto di aggressione della politica nei confronti di un giornalista della Rai''. ''Sabato 29 ottobre - si legge in una nota - durante un'intervista al leader dell'Unione Romani Prodi il collega Dario Miceli e' stato fisicamente allontanato da alcuni collaboratori dell'ex presidente della Commissione Europea che si era mostrato infastidito per una domanda sulla fine del contenzioso Stato-Regione. Il Presidente Prodi si era risentito per l'argomento che riteneva troppo localistico e subito due suoi collaboratori si sono frapposti tra l'intervistato e la troupe della Rai spintonando con le spalle il giornalista che reggeva il microfono per impedirgli di proseguire l'intervista''. ''Da quel momento - prosegue la nota del Cdr - il Presidente Prodi ha deciso di proseguire rispondendo solo alle domande delle altre troupe presenti ed ignorando del tutto le ulteriori domande poste dal giornalista''. ''E' l'ennesimo episodio - conclude la nota - di una politica che ritiene la Rai a proprio servizio o buona solo quando vengono rivolte domande gradite''.(ANSA). 31-OTT-05 18:25 

A scanso di equivoci, questo post comincia con la notizia, data proprio dal comitato di redazione (che, per chi non lo sapesse, è l'organo sindacale di base di una testata) della sede Rai siciliana. Il fatto è di una gravità assoluta e fa il paio, nove anni dopo, con l'episodio che vide  Prodi protagonista a New York con la giornalista del Tg4  (vedi post più sotto). La cosa che lascia con l'amaro in bocca non è tanto il gesto in sè ( chi conosce Prodi non si meraviglia poi più di tanto), quanto il silenzio assoluto da parte sia della FNSI (sindacato nazionale dei giornalisti) che dell'Usigrai, il sindacato aziendale dei giornalisti Rai. Fnsi e Usigrai sempre pronti a scattare come un sol uomo quando si tratta di lanciarsi in difesa del pluralismo e della libertà di informazione e di espressione, mai come in questi ultimi 5 anni messa a repentaglio (indovinate con chi ce l'hanno...?). Ecco, di seguito, le altre reazioni.

RAI: UNCI SICILIA, POLITICI SIANO PIU' TOLLERANTI (ANSA) - PALERMO, 1 NOV - Il gruppo siciliano dell' Unci-Unione nazionale cronisti italiani esprime solidarieta' al giornalista della Rai siciliana Dario Miceli allontanato violentemente sabato dai collaboratori del leader dell'Unione Romani Prodi durante un'intervista. ''Invitiamo ancora una volta le forze politiche ed i politici - ha dichiarato il presidente regionale dell'Unci Leone Zingales - ad assumere un atteggiamento di maggiore tolleranza nei confronti dei cronisti che svolgono correttamente e liberamente il proprio lavoro''. (ANSA). 01-NOV-05 18:35

RAI: ORDINE GIORNALISTI SICILIA, SOLIDARIETA' A MICELI (ANSA) - PALERMO, 31 OTT - L'Ordine di giornalisti di Sicilia esprime ''la piu' ampia solidarieta' al collega Dario Miceli della redazione siciliana della Rai al quale non e' stato consentito di rivolgere una domanda a Romano Prodi''. ''I giornalisti - ha detto in una nota il presidente Franco Nicastro - hanno non solo il diritto ma anche il dovere di rivolgere a chiunque domande scomode e non concordate. La politica non puo' pretendere una linea compiacente, neppure dal servizio pubblico, e deve avere maggiore rispetto per i giornalisti che ancora credono in un'informazione libera e indipendente''. ''Nella difesa di questi principi fondanti della professione - conclude la nota - l'Ordine e' al fianco dell'Assostampa siciliana e del comitato di redazione della Rai''.(ANSA). 31-OTT-05 21:36

 




permalink | inviato da il 7/11/2005 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

4 novembre 2005

Da bella ciao a pane e nutella.

Arieccolo. Dal 14 novembre "michele chi?" tornerà abile e arruolato nei palinsesti Rai. e subito provoca una spaccatura col sindacato dei giornalisti rai, l'usigrai, che lo rintuzza duramente sul concetto di ritenere assolutamente normale l'anomalia Diaco. Capito perchè santoro è stato fatto fuori? Semplice (e sacrosanto): libertà non è fare quel cazzo che ti pare, ma esprimersi con libertà nel rispetto delle regole. E se pure l'usigrai lo bacchetta...

TV: SANTORO, PIENO D'APPRENSIONE COME PRIMO GIORNO D'ASILO CELENTANO DICE QUELLO CHE NEANCHE I GIORNALI DICONO    

(ANSA) - ROMA, 3 NOV 2005 - MICHELE SANTORO, A POCHI GIORNI DAL SUO RIENTRO IN RAI CHE AVVERRA' IL 14 NOVEMBRE, DESCRIVE COSI' IL SUO STATO D'ANIMO: "MI SENTO PIENO D'APPRENSIONE COME UN BAMBINO AL SUO PRIMO GIORNO D'ASILO. PRENDO IL PANIERINO COL PANE E NUTELLA E LA MELETTA E POI MI PRESENTO; SPERO CHE SIA RISPETTATO QUESTO MIO SENTIMENTO INFANTILE...".

 RAI: SANTORO, SINDACATO NON INTERFERISCA SU SCELTE DIACO 

(AGI) - Roma, 3 nov. 2005 - "Preoccupa che nella vicenda Diaco ci siano riferimenti alla conduzione di un programma che egli fa con Fassino. Credo che il sindacato non debba intervenire, e' spiacevole che cio' accada. Rivendico che non si puo' intervenire sulla scelta di un autore". Cosi' Michele Santoro a proposito della vicenda Diaco, ovvero l'anticipata chiusura - secondo indiscrezioni - della trasmissione che conduce su Rainews 24. Il programma, "Rai 21.15", dovrebbe terminare il prossimo dicembre e all'origine di questo anticipo di chiusura ci sarebbero problemi legati al fatto che Diaco ogni lunedi' curi con Piero Fassino una trasmissione radiofonica sul circuito Area.

 TV: USIGRAI A SANTORO, NON CONOSCI BENE CASO DIACO

   (ANSA) - ROMA, 3 NOV 2005 - "PROBABILMENTE AL COLLEGA SANTORO MANCA UNA PRECISA CONOSCENZA DEI TERMINI NEI QUALI SI PONE LA VICENDA DIACO": E' LA REPLICA DELL'USIGRAI ALLE AFFERMAZIONI FATTE DA SANTORO SUL CASO DIACO.

   "PER NOI - SI LEGGE IN UNA NOTA - LA QUESTIONE E' RIASSUMIBILE IN UNA SOLA DOMANDA: E' OPPORTUNO CHE UN GIORNALISTA, NELLO STESSO PERIODO IN CUI CONDUCE UN PROGRAMMA SU UNA RETE DELLA RAI, FACCIA ANCHE IL CONDUTTORE SU UN'EMITTENTE PRIVATA DI UN PROGRAMMA INSIEME AL SEGRETARIO DI UNA FORZA POLITICA? A NOSTRO AVVISO LA RISPOSTA E' ASSAI SEMPLICE: NO, CHIUNQUE SIA IL GIORNALISTA, QUALUNQUE SIA LA FORZA POLITICA.




permalink | inviato da il 4/11/2005 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

2 novembre 2005

Grillo silente, censura lampante (simme 'e Napule paisà)

Quello che segue ha veramente dell'incredibile. Grillo censurato! E dai, Berlusconi, e piantala di fare liste e listini e falli parlare 'sti poveretti di satirosi che, a furia di girar teatri stracolmi, gli è venuto il crampo al pollice a furia di sfogliar verdoni...!
Ah...non è stato Berlusconi a censurare Grillo????
Ma che, davero davero Grillo si è fatto censurare dai "compagni" napoletani???!!!
Ma, soprattutto, lui ha ingoiato il rospo senza sputarlo neanche un po'???!!!
Già, proprio così...non c'è più religione...(infatti da domani c'è educazione fisica)

NAPOLI — Avrebbe dovuto
parlare anche della privatizzazione del servizio idrico a Napoli Beppe Grillo durante il suo spettacolo di sabato sera in occasione della Notte bianca. Ma non lo ha fatto. E non è andato sul palco nemmeno padre Alex Zanotelli, che invece, secondo il programma, avrebbe dovuto leggere un comunicato del Comitato che si batte contro la privatizzazione. Due cambiamenti di programma che nell'euforia della festa non molti hanno notato, ma sui quali torna ora il comico genovese, che in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno spiega che cosa è successo sabato nei minuti precedenti la sua esibizione in piazza Dante.

Racconta Grillo: «Poco prima dello spettacolo due responsabili del comitato organizzativo della Notte bianca sono venuti nei camerini e hanno spiegato a padre Zanotelli e a me che avevano pensato di non esporsi, insomma che non era il caso di leggere, o far leggere, il comunicato ». Grillo aggiunge di esserci «rimasto male», e ora sembra anche pentito di aver accettato l'indicazione arrivatagli quando era quasi pronto a salire sul palco. «Mi sarei potuto opporre, ma non sono andato oltre», dice. E poi: «Se avessi capito che la questione dell'acqua a Napoli era così sentita, probabilmente avrei insistito sulla necessità di leggere il comunicato. Forse sì, sarebbe stato meglio intervenire. Però subito dopo lo spettacolo avevamo un dibattito sempre sul tema dell'acqua, così al momento non me la sono sentita di insistere. Ma, ripensandoci, forse ho sbagliato... Però il discorso è che in questa faccenda dell'acqua a Napoli ormai non ci capisco più niente. Credo che Bassolino debba spiegare quale sarà la sua posizione».
Dal sito del corriere della sera del 2/11/2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/02/bufi.shtml




permalink | inviato da il 2/11/2005 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

31 ottobre 2005

Libertà di stampa. Da chi? - seconda puntata: Rutelli, D'Alema, Prodi, Bertinotti

Ecco, come promesso, la seconda puntata. E non è mica finita, eh?
RUTELLI CRITICA GIORNALISTI, SINDACATO REAGISCE (ANSA) - ROMA, 25 GEN 1995 - Accuse di ''giornalismo provinciale che sottovaluta gli sforzi fatti'' e di ''informazione becera'' che aiuta la ''conservazione e non la trasparenza'' sono state rivolte oggi dal sindaco di Roma Francesco Rutelli alla stampa, in occasione di un incontro con le associazioni di categoria della capitale. A Rutelli ha risposto il sindacato dei cronisti romani, che in una nota ha detto di respingere ''con sdegno e fermezza le becere accuse alla stampa cittadina fatte dal sindaco Rutelli''. Rutelli aveva detto: ''Ci tengo molto a dirlo, in alcune parti della stampa, in alcuni momenti, c'e una dinamica autolesionistica; vorrei molto che si lasciasse spazio ad una critica matura, moderna. Alcune parti della stampa invece mantengono secondo me una chiave di lettura della vecchia Roma becera, che vorremmo lasciarci dietro, le spalle''

RAI: BERTINOTTI;FNSI E USIGRAI, NO A PROVVEDIMENTI ESEMPLARI

   (ANSA) - ROMA, 30 OTT 1997 - Alla Federazione nazionale della stampa e al sindacato dei giornalisti Rai non e' piaciuto l'accenno fatto da Fausto Bertinotti nell'intervista alla 'Repubblica' sulla necessita' di rimuovere chi nella tv pubblica ''si e' dimostrato professionalmente inadeguato''. 'E' ovviamente legittimo criticare l'informazione, che certo non e' esente da errori - ha dichiarato il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi - ma e' davvero inaccettabile che il segretario del Prc chieda addirittura la rimozione di questo o quel giornalista Rai: un atteggiamento che sembra trovare consensi solo nelle file del centro-destra''. Secondo Serventi Longhi, ''la strada seguita da Bertinotti e'francamente pericolosa e rischia, se imitata da altri leader politici, di ingenerare comportamenti intimidatori che metterebbero in discussione la liberta' di stampa.

GIORNALISTI: FNSI, 'PREOCCUPANTI LE CRITICHE DI PRODI' (ANSA) - ROMA, 10 MAR 1997 - ''E' singolare e preoccupante che proprio il governo dell' Ulivo, che si e' presentato con un programma fortemente riformatore, vengano critiche cosi' forti alla rappresentazione che i giornalisti danno dell' attivita' dell' esecutivo''. Lo ha detto oggi in una conferenza stampa il egretario della Federazione nazionale della stampa, Paolo Serventi Longhi, replicando alle critiche fatte dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, al mondo dell' informazione. ''E' una polemica sterile - ha continuato Serventi Longhi - che non porta da nessuna parte. Siamo noi, piuttosto, che denunciamo con forza le gravi inadempienze del governo e i ritardi del Parlamento''. A cominciare ha detto, dai ''tempi incerti'' che si prospettano per la riforma del sistema della comunicazione. ''In assenza di una riforma, o di fronte ad una soluzione tampone - ha affermato il segretario della Fnsi - i giornalisti saranno costretti a ricorrere allo sciopero''. Serventi Longhi ha anche chiesto un incontro con il presidente della Repubblica. ''Vogliamo chiedere a Scalfaro - ha detto - di porre all' opinione pubblica e alle istituzioni i problemi dell' informazione e della comunicazione come una delle grandi emergenze del nostro Paese''.

CORSERA: D'ALEMA, NON E' ATTACCO A LIBERTA DI STAMPA (ANSA) - ROMA, 13 MAG 1998 - ''Io trovo sbagliato che si rivendichi come liberta' di stampa il diritto di scrivere sistematicamente cose che non sono vere''. Massimo D'Alema accenna alla sua querela al 'Corriere della Sera' rispondendo ad alcune osservazioni di Mario Pirani ospite della trasmissione ''Porta a Porta''. Pirani ha definito questa vicenda del Corriere della Sera e in generale l'atteggiamento di D'Alema verso la stampa uno degli errori piu' grossi del leader diessino. Ma, appena il segretario dei Ds sostiene che i giornali scrivono cose non vere, Pirani sbotta: ''ma D'Alema chi decide la verita' ?'' ... " Io non minaccio - ripete D'Alema - in alcun modo la liberta' di stampa. Basta vedere quante decine e decine di articoli di critica, talora di insulti vengono pubblicati ma dico giustamente, e' comprensibile''. ''Non ho querelato - sottolinea D'Alema - perche' sono state scritte cose contro di me, quello e' del tutto legittimo e avviene quotidianamente. Vorrei esser creduto quando lo dico che lo faccio per ragioni di principio perche' sono convinto che non sia giusto accettare come regola che si possono scrivere cose non vere''.






permalink | inviato da il 31/10/2005 alle 18:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

27 ottobre 2005

CACHEMIRE DI LOTTA E DI GOVERNO

CHANEL OROLOGI, COMETE GIOIELLI, HARRY & SONS, HENRY COTTONS, NOKIA 7710, PEUTEREY, GORE TEX, GIOELLI BLUEMARINE, GOLD MASTERCARD, PAL ZILERI, MR. RAMOS ABITI SARTORIALI, SUZUKI GRAND VITARA, SCARPE IGI&CO, GRIGIOPERLA PROFUMI, BARAKA GIOIELLI DA UOMO, SCARPE NERO GIARDINI, CAMICIE SARTORIALI CARREL, BORSALINO, THE BRIDGE BORSE DA DONNA, PIQUADRO BORSE DA UOMO,DOCKSTEPS, CONTE OF FLORENCE, FEDEX, AZZARO POUR HOMME, FIRRIATO VINI DI SICILIA, FRATELLI ROSSETTI CALZATURE, ZANCAN GIOIELLI PER UOMO, MERCEDES BENZ ELEGANCE, VALENTINO OROLOGI, CRISTALLI SWAROVSKI, LORENZ OROLOGI, VERTU TELEFONINI DI ALTA GAMMA, TRUSSARDI, LACOSTE, SALVINI GIOIELLI, OROLOGI SEIKO DI ALTA GAMMA, NAUTA ABBIGLIAMENTO, MOSCHINO, ERMENEGILDO ZEGNA, KRUG CAMPAGNE, MONT BLANC GIOIELLI, GIANFRANCO FERRE', IWC OROLOGI, OROLOGI CARTIER, SAMSONITE SCARPE, JIL SANDER, SALVATORE FERRAGAMO, OROLOGI CHOPARD, PRADA, HUGO BOSS, VERSACE, TOD'S, GUCCI, RALPH LAUREN, CANALI TESSUTI.
SONO ALCUNI DEGLI INSERZIONISTI DI UN NOTO SETIMANALE ITALIANO. SECONDO VOI QUALE POTREBE ESSERE IL TARGET DI QUESTO GIORNALE? EBBENE, IL SETTIMANALE IN QUESTIONE è L'ESPRESSO, TESTATA CHE SI RIVOLGE AL POPOLO DI CENTROSINISTRA E DI SINISTRA, IN APERTA CONTRAPPOSIZIONE CON LE FORZE POLITICHE DI MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA. LA COSA PIù CURIOSA è PROPRIO CHE GLI INSERZIONISTI DI PIù ALTO LIVELLO, QUELLI CIOè I CUI PRODOTTI COSTANO TANTO DA ESSERE CONSIDERATI DI LUSSO, SONO POSIZIONATI SUI PEZZI PORTANTI DELLA SETTIMANA. CHE, GUARDA CASO (MA GIUSTAMENTE, VISTA LA NOTIZIA DEL GIORNO) RIGUARDANO LA VITTORIA DI PRODI ALLE PRIMARIE E LA FESTA DEL POPOLO DELL'UNIONE. INSOMMA, TRA UNA RANDELLATA E L'ALTRA SULLE DIFFICOLTà ECONOMICHE DELLE FAMIGLIE CHE NON RIESCONO AD ARRIVARE ALLA QUARTA SETTIMANA, BECCHIAMOCI LA SFARZOSA E BELLISSIMA PUBBLICITà DI PRODOTTI CHE MOLTI DI NOI (E FIGURIAMOCI QUELLE FAMIGLIE) NON POTRANNO MAI PERMETTERSI SENZA VINCERE ALLA LOTTERIA O SENZA EREDITARE DA PARENTI MISERICORDIOSI. E ALLORA, COMPANEROS, VIVA ZAPATERO (!!!)




permalink | inviato da il 27/10/2005 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

24 ottobre 2005

siparietti e...paraventi

RAI: GUERRA DI CIFRE SU AFFLUENZA ASSEMBLEA TG1 GRUBER, NESSUNO SI PERMETTA DI METTERCI GIACCA POLITICA (ANSA) - ROMA, 28 GEN 2005
(...)LILLI GRUBER HA CITATO GLI APPELLI SUL PLURALISMO DEL CAPO DELLO STATO: "PER NOI SONO UN FARO - AVREBBE AFFERMATO - E SE CIAMPI CONTINUA A RIPETERLI VUOL DIRE CHE UN'EMERGENZA INFORMAZIONE IN QUESTO PAESE C'E', E NOI NON POSSIAMO FAR FINTA DI NIENTE. NESSUNO SI PERMETTA - HA RIBADITO - DI METTERCI UNA GIACCA POLITICA".

RAI: LILLI GRUBER, MI DIMETTO DA CONDUTTRICE E INVIATA LETTERA A MIMUN (ANSA) - ROMA, 27 APR 2005- ''Lascio oggi la mia mansione di conduttrice e inviato del Tg1 per candidarmi alle prossime elezioni del Parlamento Europeo'': lo afferma Lilli Gruber in una lettera al direttore del Tg1 Clemente Mimun e al Cdr della testata giornalistica. Una decisione, spiega la Gruber, che ha deciso di candidarsi alle europee per l'Ulivo, frutto di ''una serie di considerazioni che riguardano il nostro comune impegno professionale''


INFORMAZIONE: GIULIETTI, DA PREMIER AVVERTIMENTO A EDITORI E' LUI IL MANDANTE DEL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DELLA RAI (ANSA) - ROMA, 3 APR - UN pESANTISSIMO AVVERTIMENTO ALLA NUOVA CONFINDUSTRIA E AGLI EDITORI ITALIANI AFFINCHE' LA SMETTANO DI CRITICARE LA LEGGE GASPARRI E PIEGHINO IL CAPO AI VOLERI DEL PREMIER": E' LA LETTURA CHE GIUSEPPE GIULIETTI, DEPUTATO DS E PORTAVOCE DELL'ASSOCIAZIONE ARTICOLO 21, DA' DELLE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI SULLE 'REDAZIONI-SOVIET' DEI GIORNALI. "LA LIBERTA' DELLA COMUNICAZIONE E DELL'INFORMAZIONE - DICE GIULIETTI - E' INCOMPATIBILE CON L'IDEA STESSA DI VIGILANZA E DI VIGILANTES." (ANSA). 03-APR-04 16:15 NNNN

SGRENA: GIULIETTI, VIGILANZA SI OCCUPI DI COMPORTAMENTO TG1
OPPORTUNITA' POLITICHE HANNO PREVALSO SU INFORMAZIONE?
   (ANSA) - ROMA, 5 MAR 2005 -  ''Quanto accaduto ieri sera in alcune edizioni dei tg, in particolare al Tg1, andra' esaminato con attenzione, anche in commissione di Vigilanza Rai, perche' la drammaticita' di quei momenti non puo' cancellare la sgradevole
impressione che opportunita' politiche e imbarazzi diplomatici, che certamente non spettano ai telegiornali, abbiano preso il sopravvento sulla necessita' di informare la pubblica opinione in modo tempestivo''. E' quanto sottolinea Giuseppe Giulietti,
capogruppo Ds in Vigilanza.






permalink | inviato da il 24/10/2005 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

24 ottobre 2005

Voglio il mio microfono

Oltre duemila lanci di agenzia, dall’11 maggio di quattro anni fa (“editto bulgaro di Berlusconi”). Questo il biglietto da visita di uno che certamente non perde occasione (e né intende farlo) per far parlare di sé. Lui è Michele Santoro, 51 anni, giornalista, almeno stando al tesserino rilasciatogli dall’Ordine dei Giornalisti esattamente venti anni fa. Un vero protagonista della polemica, campione di quel pluralismo in cui c’è libertà di pensiero per tutti, purchè tutti la pensino come lui, sennò sono fulmini e saette, scagliati con l’aiuto dei suoi inossidabili sodali Roberto Natale (Segretario dell’Usigrai, il sindacato, unico, dei giornalisti Rai) e del parlamentare diessino Giuseppe Giulietti, responsabile Ds per l’informazione, ma da molti indicato ancora come il vero controllore dell’Usigrai di cui è stato a capo per un lungo periodo. E Santoro è uno di quei fenomeni che vanno costantemente monitorati, per non perdersi neanche un rigo del suo pensiero, esempio illuminante di un nulla in cui spicca e “deve” spiccare solo lui: perchè non conta cosa fare e come farlo, ma soprattutto esserci per farlo e possibilmente ben pagati. Non importa dove, se nella tv pubblica o privata, l'importante è dargli uno spazio giornaslistico in cui possa fare in realtà politica, senza che abbia mai ricevuto la legittimazione elettorale necessaria. Nel mirino del nostro eroe oggi ci sono la proprio politica e la sua ingerenza negli affari della Rai, ovviamente per colpa di un governo censore, che se fosse per lui, sarebbe lo specchio di una coalizione che non apettava altro che vincere per farlo fuori. Ovviamente su “diktat bulgaro” del Presidente Berlusconi. Ma, leggete con attenzione: ''...il problema, comunque, non e' mai cosa fare o su quale rete andare,ma quello dell' autonomia produttiva. A Mediaset, dove dirigo una testata, questa autonomia l'ho trovata e sotto questo profilo non ho certo critiche da fare''(2 gennaio 1999, quattro mesi prima di rientrare in Rai); ''Al primo punto del contratto stipulato quando andai a lavorare a Mediaset c'era scritto che non avrei dovuto rendere conto a nessuno di quello che facevo, che nessuno avrebbe potuto metterci bocca''( 24 marzo 2001, puntata de 'Il raggio verde'). E pensare che quella è un'azienda privata dove, almeno in teoria, l'editore è del tutto legittimato a indicare ai sui dirigenti giornalistici una linea da seguire e, ovviamente, da concordare con loro. Insomma, Santoro libero in Mediaset e incatenato in Rai, un bel paradosso, non c'è che dire. Ma la Rai è azienda pubblica e, quindi, soggetta naturalmente alle indicazioni del suo editore di riferimento: il Parlamento. Ed ecco scattare l'altro tormentone santoriano: la politica deve partecipare o restare fuori dalle dinamiche editoriali della Rai? La risposta è “Boh!”, almeno stando proprio a Santoro:  ''...è bastato un incidente grave, gravissimo, ma un incidente come quello accaduto a Lerner al Tg1 per far scricchiolare tutta la Rai: questo e' il segnale chiaro di uno scollamento tra la politica e la tv pubblica''.  ''Lo scollamento e' tra la politica e un qualcosa, la Rai, che non capiamo piu' che cos'e', che cosa sta facendo, dove sta andando, a quale mandato editoriale risponde''(5 ottobre 2000); ''Non possono decidere i politici chi e' un giornalista valido e chi no, non possono invadere il terreno dell' informazione e dire chi puo' farla e chi no''  (22 marzo 2001); ''Quello che va in onda e quello che non ci va riguarda l'editore che nel caso della Rai e' il cda''. ''Il Polo - dice Santoro - ha gia' fatto quello che doveva: ha rinnovato i vertici. Ora esiste un editore, cioe' il consiglio d'amministrazione, che decide cosa fare con i programmi, nellasua autonomia e ovviamente anche nel rispetto della legge. La fissazione della linea editoriale e' qualcosa che non puo' essere portata e decisa fuori da viale Mazzini'' (9 maggio 2002). Insomma, la linea editoriale chi la fissa? Il Cda, il Parlamento o direttamente Santoro e i suoi costosi redattori, assunti a tempo indeterminato e da “graduati”, a dispetto degli oltre 400 giornalisti precari che da anni lavorano in Rai? Terzo tormentone: la faziosità. Quante volte abbiamo sentito il nostro eroe proclamarsi paladino dell'informazione pluralista e oggettiva? Beh, leggete cosa ha dichiarato il 27 aprile scorso: “Chi e' che mi giudica fazioso, il Presidente del Consiglio? Ma lui e' il capo di una fazione, anche se maggioritaria. Lui e' fazioso quanto me. In una prospettiva liberale, tutti possono esprimere le proprie idee e il loro modo d'essere, e devono poter convivere, anche se sono espressioni di gesti di una minoranza''. Appunto. Ieri, infine, il “girotondo” a difesa della libertà: nella filastrocca del girotondo che abbiamo cantato tutti da bambini c'è una strofa che recita “centocinquanta, la gallina canta, canta da sola, non vuole andare a scuola....”.  Un’altra immagine illuminante ce la suggerì proprio un programma satirico della Rai 2 frecceriana, Convenscion: in quella trasmissione si vedeva il bravo Max Tortora impersonare un Michele Santoro  in tournee in diverse assemblee di condominio, dove veniva chiamato a moderare le focose riunioni e dove invece di incaponiva a condurre una surreale trasmissione, scambiando i rissosi condomini ora per Previti, ora per Dell'Utri, ora per D'Alema. Condòmini attoniti e confusi di fronte a un uomo disperato senza il suo palcoscenico. 




permalink | inviato da il 24/10/2005 alle 11:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 ottobre 2005


Agenda setting

Bene, bene, bene. Il pignolo, uno che fa molto agenda setting, ha deciso di "scendere in campo". Regime? Libertà di informazione a rischio? Da oggi, eccovi delle "perle" con protagonisti i protagonisti dell'Unione di oggi, Ulivo di allora. Tutte personcine dabbene, che hanno un gran rispetto della libertà di stampa e del lavoro dei giornalisti, oltre che di lettori e telespettatori. E allora cominciamo? E vai...

(ANSA). 08-OTT-95 18:16- In una nota il presidente Ordine giornalisti di Lazio e Molise, Bruno Tucci, replica alle critiche alla stampa italiana avanzate dal del presidente del Consiglio, Lamberto Dini. ''Dopo Massimo D' Alema e Marco Pannella - afferma Tucci- ora anche il presidente del Consiglio sceglie uno sport molto di moda tra i politici italiani: quello di sparare sui giornalisti, rei di essere - sintetizzo le parole di Lamberto Dini - pessimi professionisti, autori di titoli assurdi e principi della disonformazione. 'Sono loro - dice ancora il capo del Governo - a creare all' estero una cattiva immagine dell' Italia'''. ''Francamente, sono dichiarazioni che lasciano perplessi ed esterrefatti - prosegue Tucci - perche' se c' e' una persona che ha sempre ottenuto sui giornali titoli in positivo questo e' il presidente del Consiglio, il quale accusa i giornalisti di essere anche 'cacadubbi'. A parte l' espressione poco oxfordiana del nostro premier, vorrei permettermi di ricordargli - conclude il presidente dell'ordine del Lazio e Molise - che l' amletismo non e' un difetto della stampa, perche' il suo domicilio italiano, in questo momento, e' a Roma, piu' precisamente a Palazzo Chigi''.
GIORNALISTI: CDR TG4 IN POLEMICA CON PRESIDENTE PRODI (ANSA) - MILANO, 9 OTT/96 - Sulla vicenda della corrispondente da New York, il cdr del Tg4 ha diffuso una nota in cui afferma tra l'altro: ''Sempre piu' spesso uomini politici, con o senza responsabilita' di Governo - e' detto nel comunicato - manifestano insofferenza e intolleranza verso i giornalisti nell' esercizio del loro diritto-dovere di informarsi e informare. Sconcerta e proccupa anche l' ultimo episodio, che ha visto il Presidente del Consiglio Prodi rifiutare le domande della corrispondente del Tg4 dagli Stati Uniti, Maria Luisa Rossi Hawkins. Innazitutto - prosegue la nota del cdr - per il modo a dir poco scortese usato dal presidente del Consiglio nei confronti della collega, alla quale va la solidarieta' della redazione del Tg4. In secondo luogo, perche' il rifiuto e' manifestato solo dopo aver appreso per quale giornale la collega lavora."

Prossimi "protagonisti": D'alema, Rutelli, Di Pietro.




permalink | inviato da il 21/10/2005 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

21 ottobre 2005

Pluralismo e singolarismo

Prodi campione di pluralismo, denuncia lo stato di emergenza democratica per l’informazione Rai in cui, a suo dire, vigerebbe l’applicazione di un pensiero unico. Siccome il tempo è galantuomo e la memoria appannaggio di pochi, ecco alcune perle del democratico e pluralista Romano…..
1996 – New York: Romano Prodi, Presidente del Consiglio rifiuta a una giornalista del Tg4 di concederle un’intervista dopo averle chiesto per quale testata lavorasse.
Da Presidente del Consiglio, Romano Prodi ha ospitato “ufficialmente” (con tanto di comunicato di Palazzo Chigi) per ben sei volte i vertici della Rai: prima il Presidente Siciliano (30/10/1996  +  04/07/1997  + 12/11/1997 ); poi il Presidente Zaccaria e il Dg Celli (17/02/1998 + 17/06/1998  +  24/09/1998). Essendo la nomina dei vertici Rai competenza dei Presidenti del Parlamento, a che titolo Prodi ha ospitato i suoi commensali? “Democraticamente” mai nulla è trapelato su quegli incontri.
 Capitolo emergenza democratica. Troppo Berlusconi in Rai?
 Nei quasi tre anni della sua Presidenza del Consiglio e poi da Presidente della Commissione Europea (comunque sempre con la maggioranza di centrosinistra), Prodi è stato ospite unico in trasmissioni Rai (extra tg)15 volte e ospite con altri 8 volte, più un’intervista fiume in studio in un tg1 delle 20, più tre occasioni istituzionali, per un totale di 25 presenze in prima e seconda serata, sulle tre reti Rai. Il Presidente Berlusconi, dal 1/05/2001 al 16/02/2005 è stato ospite unico 11 volte, quasi sempre a “Porta a Porta”, più due telefonate in diretta per esercitare il diritto di replica.

In verde le occasioni istituzionali
In rosso le ospitate televisive
In nero i “pranzi” con i vertici Rai

18/05/1996 GOVERNO PRODI: DIRETTA RAI PER IL GIURAMENTO
08/10/1997 RAI: DIRETTA REPLICA PRODI SU DIBATTITO SITUAZIONE POLITICA
14/10/1997 RAI: IN DIRETTA DALLA CAMERA PRODI SU SOLUZIONE CRISI 

27/4/1996   RAI: ROMANO PRODI A LINEATRE
11/5/1996   RAI: D’ALEMA, PRODI, MANCINO, FISICHELLA E BOSSI A TELECAMERE
25/05/1996 RAI: 'MONEY LINE' SU SFIDE ECONOMICHE DEL GOVERNO PRODI
09/11/1996 RAI: TORNA 'PORTA A PORTA' CON UN'INTERVISTA A ROMANO PRODI
08/01/1997 RAI: 'TG3 PRIMA SERATA' DEBUTTA CON PRODI E D'ALEMA
19/01/1997 RAI: ROMANO PRODI A ''DALLE VENTI ALLE VENTI''
10/02/1997 RAI: INTERVISTA A PRODI DOMANI A 'PINOCCHIO'
05/05/1997 RAI: 'PINOCCHIO' IN DIRETTA DA PALAZZO CHIGI CON PRODI
31/05/1997 RAI: PRODI A 'PORTA A PORTA' SU FUTURO ECONOMIA ITALIANA
23/06/1997 RAI: PRODI SU SPECIALE 'LA SFIDA DI HONG KONG' DI LASORELLA
26/06/1997 RAI: ROMANO PRODI OSPITE DI 'MAASTRICHT ITALIA'
13/10/1997 RAI: BERTINOTTI, MARINI E PRODI A 'NOVANT8'
13/11/1997 RAI: ''MAASTRICHT ITALIA'' APRE CON ROMANO PRODI
25/02/1998 RAI: PRODI INTERVISTATO DA GRUBER IN TG1
17/12/1998 RAI: PRODI, BONINO E BERSANI A 'MAASTRICHT ITALIA'
20/01/1999 RAI: ROMANO PRODI OSPITE DI 'PINOCCHIO'
29/01/1999 RAI: PRODI DA BIAGI
20/02/1999 RAI: ROMANO PRODI A 'TELECAMERE'
12/03/1999 RAI: PRODI STASERA A 'ITALIA-MAASTRICHT'
01/06/1999 RAI: D'ALEMA, BERLUSCONI E PRODI A 'PORTA A PORTA'
09/10/1999 RAI: 'SORGENTE DI VITA' SU VISITA PRODI NEL CAMPO AUSCHWITZ
18/12/1999 RAI: UN'INTERVISTA A ROMANO PRODI A 'EUROPA'

30/10/1996 RAI: PRODI RICEVE ENZO SICILIANO
04/07/1997 RAI: SICILIANO E CAVANI A PRANZO DA PRODI
12/11/1997 RAI: PRODI RICEVE SICILIANO
17/02/1998 RAI: PRODI INCONTRA PRESIDENTE ZACCARIA
17/06/1998 RAI: CELLI E ZACCARIA DA PRODI
24/09/1998 RAI: PRODI RICEVE CELLI




permalink | inviato da il 21/10/2005 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
settembre